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giovedì 25 settembre 2014

BOOM DEGLI STRUMENTI DI TORTURA DALLA CINA

Made in China che viola i diritti umani. Una ricerca di Amnesty international rivela la crescita del commercio di strumenti di tortura prodotti da aziende cinese e il collegamento tra questo export e le violazioni dei diritti umani in Africa e Asia.
Fino a 10 anni fa erano 28 le aziende cinesi coinvolte nella produzione e nel commercio di strumenti potenzialmente pericolosi destinati al
mantenimento dell'ordine pubblico, la cifra oggi salita a 130.
Alcuni strumenti come i gas lacrimogeni, le pallottole di plastica e i veicoli antisommossa potrebbero avere un utilizzo legittimo, ma vi è comunque il pericolo che vengano utilizzati in modo improprio se esportati in paesi dove vi è il rischio concreto che possano essere usati per compiere gravi violazioni dei diritti umaniQuesti strumenti sono considerati legittimi infatti solo se usati secondo gli standard internazionali e se chi li usa è adeguatamente addestrato e può rispondere in pieno del proprio comportamento. Purtroppo il rapporto di Amnesty international e Omega research Foundation cita casi di esportazioni verso paesi in cui vi è il rischio concreto che l'uso di tali strumenti contribuirà a gravi violazioni dei diritti umani. Il rapporto denuncia inoltre il commercio estero di altri prodotti intrinsecamente crudeli, come i manganelli elettrici, i bastoni acuminati e strumenti di costrizione come i congegni serra gambe, che dovrebbero essere immediatamente proibiti.
"Sempre più aziende cinesi stanno facendo profitti col commercio di strumenti di tortura e di repressione, alimentando le violazioni dei diritti umani a livello mondiale - ha dichiarato Patrick Wilcken, ricercatore specializzato nel commercio di materiali di sicurezza e diritti umani - questo commercio, che procura immense sofferenze, è in pieno boom poiché le autorità cinesi non fanno nulla per impedire alle aziende di esportare questi disgustosi congegni o per impedire che strumenti destinati ad attività di polizia finiscano nelle mani di noti violatori dei diritti umani".
Le aziende cinesi, la maggior parte delle quali di proprietà statale, stanno conquistando quote sempre più ampie nel mercato globale degli strumenti per il mantenimento dell'ordine pubblico. Di recente, bastoni acuminati prodotti in Cina sono stati usati dalla polizia della Cambogia ed esportati alle forze di sicurezza di Nepal e Thailandia.

La Cina è l'unico paese noto nel mondo per la produzione di bastoni acuminati, con punte di metallo disposte lungo la parte terminale o addirittura su tutta la lunghezza dello strumento. Si tratta di oggetti prodotti per torturare e possono causare sofferenza e dolore gravi.
Dalle ricerche di Amnesty international e Omega research foundation è poi emerso che 29 aziende cinesi pubblicizzano i bastoni elettrici.
Sulla base dei materiali realizzati dalle aziende per promuovere le vendite, è stato possibile concludere che parecchie aziende vengono tali strumenti ad agenzie per il mantenimento dell'ordine pubblico di ogni parte del mondo, comprese quelle note per violare regolarmente i diritti umani."Non può esservi alcuna scusa per consentire la produzione e il commercio di strumenti il cui scopo principale è quello di torturare o infliggere trattamenti crudeli, disumani e degradanti, atti efferati totalmente vietati dal diritto internazionale. Le autorità cinesi dovrebbero introdurre il divieto di produrre ed esportare questi strumenti" ha aggiunto Wilcken.
Un'azienda, la China xinxing import / export corporation, che pubblicizza strumenti quali congegni serra pollici, sedie di contenimento, pistole elettriche e manganelli elettrici, ha dichiarato nel 2012 di essere in rapporti con oltre 40 paesi africani e che il suo commercio con l'Africa era superiore a 100 milioni di dollari Usa. Amnesty international e Omega research foundation hanno rinvenuto prove dell'uso di manganelli elettrici di fabbricazione cinese da parte della polizia in Egitto, Ghana, Madagascar e Senegal.

Fonte: www.vita.it