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sabato 2 novembre 2013

THE HAMMERS: INTERVISTA

L'amicizia, è noto fra i fortunati ardimentosi che riescono a viverla in pienezza e genuinità, diviene motore propulsivo di progetti, collaborazioni e sinergie. Lo sanno bene in casa The hammers, duo dedito alla musica hardstyle e riunitosi in seno all'organizzazione di eventi Insound. Si tratta di Cristian Catanese, meglio noto con il nome d'arte di Double C, e Stefano Saija, ovvero Zazu. Ambedue hanno appunto raffinato sotto forma artistica la reciproca esperienza individuale dietro alle consolle, quella più estesa di Cristian e quella più breve e fresca di Stefano. E, se come sentenziavano i latini «I nomi sono la conseguenza delle circostanze», i nostri
dimostrano di non scordare la storia; i loro live infatti consentono loro di «martellare» la audience con sonorità alquanto incisive. L'ultimo singolo è un ulteriore manifesto programmatico, quella «The show of the rebels» uscita il 28 ottobre e che promette di mettere e ferro e fuoco la stagione di clubbing 2013-2014. Il loro dj set con il palco condiviso con il mostro sacro del genere Brennan Heart e appunto l'uscita di detto pezzo si fa occasione di confronto con il nostro blog allo Spazio A4 club di Santhià.

Avete esordito nel mercato discografico con la traccia dal titolo molto esplicito «Suck my dick» (letteralmente «Succhiami il cazzo») per poi di recente dare alle stampe «The show of the rebels». Parlatemi di questi pezzi, delle differenze che ravvisate fra loro e di quello che si devono aspettare i vostri sostenitori per il futuro.
Ci siamo messi a produrre insieme quasi per caso, proprio alla «Suck my dick»; il titolo della prima traccia, lo sappiamo, è volgare, però non ha riferimenti particolari, richiama quello che si dice nel vocals portante. Dietro a un duo e quindi anche a noi ci devi vedere proprio il divertimento dello stare insieme; ovviamente siamo amici al di là dei The hammers, è venuto naturale passare da una parte all'altra. Il primo pezzo era più sullo stile reverse, adesso siamo progrediti seguendo la linea che regna nel mercato.

Come si collega l'esperienza individuale che entrambi avete maturato come Double C e Zazu nella formazione dei The hammers?
Abbiamo età diverse ed esperienza diversa, ma lavoriamo nella notte insieme già da diverso tempo; il gioco, dopo la prima produzione, si è fatto più serio e tutti e due ci siamo divertiti a trasferire in un idea comune quello che abbiamo imparato negli scorsi anni.
(Double C) _ Io suono dal 1996 e sono stato uno dei fondatori di Insound insieme Doctor Zot, Marco Demolition e Analogic boy.
(Zazu) _ Io suonavo come Zazu, all'inizio come dj emergente ma provavo a costruire piccole produzioni, di certo gli anni sul groppone di Cristian mi stanno facendo crescere molto.

Come pensate che un duo giovane come il vostro possa farsi largo nel mercato discografico odierno, tanto pieno di proposte, gruppi e artisti?
E' un momento difficilissimo per uscire; ora si può accedere alla produzione tramite molte vie, in web ci sono un mare di tutorial. Siamo contenti che tanti giovani stiano uscendo e dimostrando bravura. Detto sinceramente, noi però lo facciamo soprattutto per divertimento; la giornata in studio e la serata a suonare ci gasa, quello che viene in più tanto di guadagnato. Il ruolo del dj è cambiato tantissimo rispetto a una quindicina di anni fa; oggi il dj ha senso a fianco di un producer.

Negli ultimi anni il marketing in fatto di hardstyle e hardcore è molto chiaro: video con belle donne, folle oceaniche, larghi sorrisi, il cuore fatto con le dita. Tutto rimanda a uno stile di vita vincente e moderno. Voi collegate la musica che seguite a uno stile di vita particolare? E, se sì, in cosa consiste?
Siamo concentrati sul divertimento puro: non vogliamo lanciare messaggi se non quello di unirsi in amicizia intorno alla musica, ci piace pensare che il nostro entusiasmo passi alla gente. Come dicevi bene, il mondo hard è disegnato a tavolino, il contorno conta molto, c'è da dire che alcune tracce che escono rimangono fenomenali al di là della cornice. Prima, senza youtube e i social network, una canzone era bella o basta, magari non sapevi neanche chi l'avesse fatta. Volenti o nolenti, noi ci allineiamo comunque a quella linea pubblicitaria; apparteniamo al mondo hardstyle, non potremmo fare diversamente se vogliamo essere credibili nel 2013, pur cercando di lasciare un'impronta personale.

Come vi ponete davanti a quelle canzoni che tendono a portare l'hardstyle sotto una forma più «democratica», commerciale, catchy e fruibile? Penso a tracce come Wildstylez «Year of summer», Toneshifterz «Last night» o Da Tweekaz & Wasted Penguinz «Island refuge».
A noi piace sia il lato commerciale sia quello spinto; quando suoniamo per prima nella serata, scaldiamo l'anima della pista con un registro più allegro. Bisogna creare l'atmosfera e allora ci muoviamo nella varietà che oggi c'è. In base alla time table uno si adegua e spulcia da tutto il mercato odierno. Alcuni colleghi sono più orientati alla purezza dei tempi antichi e si muovono solo in territorio remember; ognuno segue la sua strada.

Come descrivereste a un ragazzo che non ha mai sentito parlare di hardstyle questo genere musicale?
Qualcosa che ti deve entrare subito; l'importante è che non ti limiti ad avere preconcetti. Devi pensare che c'è un sacco di lavoro dietro a quello che senti, non è solo cassa ignorante; ci sono melodie, break degni di colonne sonore di film, per dirne uno «Extraordinary happiness» di Wildstylez. Forse non piace a qualcuno, ma il movimento hardstyle oggi è diventato anche commerciale, il che favorisce l'avvicinamento di molti più ragazzi di prima. Speriamo che molto di loro non si limitino a giudicare a priori, ma vivano la nottata e respirino quella bellissima atmosfera che si abbiamo qui.

Double C so avere avuto un ruolo primario nella formazione anni fa dell'organizzazione Insound. Come si mantengono alti gli stimoli, l'attenzione alle nuove uscite e la voglia di fare sempre nottate lunghe dopo anni e anni di «militanza»?
(Double C) _ Devi sentirtelo dentro; io, se non faccio un sabato notte così, mi manca l'aria. La musica e lo stare a contatto con la gente è tutta la mia vita. Sappiamo che il nostro pubblico è giovane, perché dopo i 20 anni si inizia ad andare di più a donne e si cambiano gusti in fatto di musica.
(Stefano) _ Nella maggior parte dei casi però non si tratta di vera passione quella; se la musica fa davvero parte di te, magari abbandoni le nostre serate, ma poi ti dai ad altri settori di musica.

Quali sono gli aspetti che maggiormente vi gratificano quando le persone commentano i vostri live o le vostre canzoni?
La critica più importante o vedere ballare o no; è la consolle il vero banco di prova, la risposta fisica è la più istintiva e importante, oltre al colpo d'occhio che abbiamo dall'alto e che è una delle cose più gratificanti del mondo. Oggi a volte la stessa gente che balla il tuo set è la stessa a scrivere cose inesatte su facebook, noi questi fenomeni di protagonismo non li capiamo. La rete ha cambiato tutto: prima il pubblico era più genuino, adesso spesso balla pezzi che ha già prima sentito e si è perso un po' di spirito. Sebbene sappiamo che i social oggi sono fondamentali per farsi conoscere, per certi aspetti crediamo siano una vera rovina.

Questa sera allo Spazio A4 c'è ospite Brennan Heart. Data la caratura del personaggio e l'alone di importanza che vi gravita attorno (vedasi anche il documentario a lui dedicato), ritenete che prima o poi lui possa espandersi anche ad altri generi legandosi del tutto al mainstream?
Lui vedremo cosa farà, ma lo stanno già facendo altri come Headhunterz; lui è proprio la risposta alla tua domanda. E' cambiato e lo fa anche bene, quindi si può ed è giusto così.

Ritenete che l'ascolto anche di generi molto diversi dall'hardstyle possa avvantaggiare il produttore? Se sì, cosa ascoltate di solito?
Niente paraocchi in fatto di musica. Pop, drum, dub e si prende spunto; prendi ad esempio la dubstep, che è entrata nel mondo elettro e nell'hardstyle. La dub, dopo il boom di Skryllex, si estese un po' dappertutto, onestamente anche in modo esagerato.
(Stefano) _ Io ascolto molta progressive house; ti racconto questa cosa in proposito: ero in macchina con Ran D, che mi richiese espressamente di non mettere hardstyle nell'autoradio, ma tracce che ascoltavo io, canzoni che si sentivano molto in Italia, da cui poter prendere spunto. Mi colpì proprio il fatto che me lo domandò espressamente per prendere spunto.

Lanciate un messaggio ai ragazzi che vengono alle serate. Quali atteggiamenti possono essere più produttivi per un'affermazione ulteriore della scena?
Siate meno critici, divertitevi, vivete di più la serate, state meno sui social. La musica è vita, non dimenticatelo mai. Certe volte vediamo dei commenti su internet che fanno venire la pelle d'oca per la loro follia, magari sui big; come si fa a criticare in quel modo i Noisecontrollers ad esempio? Sono i produttori più perfetti a questo mondo e curano tutto nei minimi dettagli.
(Stefano) _ Anche se ho qualche anno in meno di voi, la penso come voi; quando andavo a ballare da ragazzino, non c'era facebook, che sta implementando il mercato in modo allucinante, ma sta distruggendo lo stile dei rapporti umani.