Nella classica dicotomia su cui si
incardina l'impianto compositivo di Domiziano Cristopharo fra carne e
anima, sangue e spirito o scurrilità e aulicità l'elemento corporeo
e materiale ha la prevalenza in questo lavoro. Sebbene fra le righe
si slancino sottotesti più astratti, il cineasta spinge
l'acceleratore sul corpo e su tutte le declinazioni dell'umana natura
che lo possano stuprare, coccolare, valorizzare, percuotere.
Il protagonista è un medico affetto da
impotenza e con la mente ottenebrata dall'ossessione di risolvere
questo problema che gli infama l'esistenza. Dopo vari esperimenti
compiuti su cadaveri di giovani donne, elabora un medicamento chimico
iniettabile che testa su se stesso. Le nuove vesti in cui si
struttura il suo corpo verranno in contato con realtà estreme e
peccaminose.
Non dev'essere stato facile in sede di
riprese: rispetto ad altri episodi della discografia in cui il numero
di attori è esiguo, in questo caso sono diversi i performer chiamati
a impersonare


















